{"id":4792,"date":"2023-10-12T20:40:22","date_gmt":"2023-10-12T18:40:22","guid":{"rendered":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/giuliano-vangi-100-disegni\/"},"modified":"2024-08-16T10:45:21","modified_gmt":"2024-08-16T08:45:21","slug":"giuliano-vangi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/de\/giuliano-vangi\/","title":{"rendered":"GIULIANO VANGI: IL DISEGNO"},"content":{"rendered":"<p class=\"lead\">Mostra a cura di Marco Fagioli e Nicoletta Ossanna Cavadini.<br \/>\nProgetto di allestimento allo Spazio Officina di\u00a0Mario Botta.<\/p>\n<p class=\"lead\">La mostra si inserisce nel filone dei maestri del XX e XXI secolo ed \u00e8 focalizzata sull\u2019opera del maestro fiorentino Giuliano Vangi (1931), con particolare riferimento allo studio del disegno e della grafica nello spazio, in rapporto alla scultura. L\u2019artista elabora ed esprime i suoi sentimenti e impressioni usando un mezzo che unisce pensiero ed esecuzione: il disegno, il quale a sua volta si trasforma, alla fine del processo creativo, in scultura. La forza creativa di Vangi lo porta alla sperimentazione di diverse tecniche grafiche dell\u2019incisione tra cui l\u2019acquaforte, il bulino, l\u2019acquatinta e la puntasecca, tecnica da lui considerata ideale. Il segno o <em>grapheion<\/em>, come atto creativo e originale, lo induce a ridisegnare e rielaborare uno stesso tema pi\u00f9 volte, in modo che la grafica esprima tutta la poetica dell\u2019artista. Per arrivare a elaborare la propria arte, Vangi attinge direttamente dal vero, ed \u00e8 in grado di trasmettere un suo codice intellettuale e sentimentale di grande levatura.<\/p>\n<p>Allo Spazio Officina sono esposti pi\u00f9 di cento disegni di studio a matita e china con biacca e acquarellature, di piccolo e grande formato, e una scultura in bronzo. In particolare, sar\u00e0 esposta una selezione della sua produzione grafica a partire dal 1944, anno in cui inizia ad eseguire i disegni accademici, fino ad arrivare al 2023, con opere di grande valore emozionale: complessivamente, ottant\u2019anni di attivit\u00e0 artistica, il che rende questa mostra un <em>unicum<\/em> a livello espositivo. Una sezione della mostra sar\u00e0 a Fondazione Villa Pontiggia a Breganzona, nel cui parco sono presenti due sculture di Vangi e una serie di disegni nel padiglione ligneo disegnato da Mario Botta.<\/p>\n<p>Giuliano Vangi fin da giovane dimostra una forte abilit\u00e0 artistica e una passione che lo portano a realizzare disegni intrisi di sapienza tecnica e formale. Egli si forma presso l\u2019Istituto d\u2019Arte Porta Romana e l\u2019Accademia di Belle Arti di Firenze. Fin dagli esordi, si dedica completamente alla scultura, quale allievo di Bruno Innocenti. Dal 1950 al 1958 si trasferisce a Pesaro, dove insegna presso l\u2019Istituto d\u2019Arte della citt\u00e0. Nel 1959 si trasferisce a San Paolo del Brasile e si dedica alla ricerca astratta, lavorando su cristalli e metalli. Nel 1962 rientra in Italia e insegna all\u2019Istituto d\u2019Arte di Cant\u00f9. La sua produzione artistica viene esposta in mostra nel 1967 alla Strozzina di Palazzo Strozzi, evento cui seguir\u00e0 una ricca serie di mostre in diverse citt\u00e0 europee: Stoccarda, Monaco, Francoforte, Amburgo, Londra. Nel 1983 vince il premio dell\u2019Accademia di San Luca e poi il premio Feltrinelli per la scultura all\u2019Accademia dei Lincei. Nel 1988 porta per la prima volta le sue opere in Oriente in una mostra a Tokyo, presso la Gallery Universe. Nel 1994 \u00e8 nominato Professore Onorario presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Carrara. Nel 2002 Vangi riceve il Praemium Imperiale per la scultura. All\u2019artista, ormai di fama internazionale, viene dedicato a Mishima, in Giappone, gli un museo che espone un centinaio delle sue opere.<\/p>\n<p>Tra le numerose mostre personali realizzate, si ricordano quella a Firenze al Forte Belvedere nel 1995, agli Uffizi nel 2000, all\u2019Ermitage di San Pietroburgo nel 2002 e al Museo Hakone nel 2002, quella del 2011 con opere di diversi materiali e policromi in mostra al Palazzo Pretorio a Barberino di Mugello, suo paese di origine. Nello stesso anno riceve il premio Giotto e l\u2019Angelico. Nel 2022 ha esposto al Mart in una mostra dal titolo <em>Colloquio con l\u2019antico. Pisano, Donatello, Michelangelo<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Inaugurazione<\/strong><br \/>\nsabato 25 maggio 2024, ore 18.00<br \/>\npresso il Cinema Teatro Chiasso<\/p>\n<p><strong>Periodo espositivo<\/strong><br \/>\n26.05.2024 &#8211; 08.09.2024<\/p>\n<p><strong>Chiusura estiva<\/strong><br \/>\ndal 29 luglio al 19 agosto 2024<\/p>\n<p><strong>Orari\u00a0<\/strong><br \/>\nmarted\u00ec \u2212 domenica<br \/>\n10.00 \u2212 12.00 \/ 14.00 \u2212 18.00<\/p>\n<p>Chiuso il luned\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Entrata<\/strong><br \/>\nintero: CHF \/ \u20ac 10.-<br \/>\nridotto: CHF \/ \u20ac 7.-<br \/>\nIngresso gratuito ogni prima domenica del mese.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.centroculturalechiasso.ch\/m-a-x-museo\/biglietteria\/\">MAGGIORI INFO<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostra a cura di Marco Fagioli e Nicoletta Ossanna Cavadini. Progetto di allestimento allo Spazio Officina di\u00a0Mario Botta. 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L\u2019artista elabora ed esprime i suoi sentimenti e impressioni usando un mezzo che unisce pensiero ed esecuzione: il disegno, il quale a sua volta si trasforma, alla fine del processo creativo, in scultura. La forza creativa di Vangi lo porta alla sperimentazione di diverse tecniche grafiche dell\u2019incisione tra cui l\u2019acquaforte, il bulino, l\u2019acquatinta e la puntasecca, tecnica da lui considerata ideale. Il segno o grapheion, come atto creativo e originale, lo induce a ridisegnare e rielaborare uno stesso tema pi\u00f9 volte, in modo che la grafica esprima tutta la poetica dell\u2019artista. Per arrivare a elaborare la propria arte, Vangi attinge direttamente dal vero, ed \u00e8 in grado di trasmettere un suo codice intellettuale e sentimentale di grande levatura.\r\nAllo Spazio Officina sono esposti pi\u00f9 di cento disegni di studio a matita e china con biacca e acquarellature, di piccolo e grande formato, e una scultura in bronzo. In particolare, sar\u00e0 esposta una selezione della sua produzione grafica a partire dal 1944, anno in cui inizia ad eseguire i disegni accademici, fino ad arrivare al 2023, con opere di grande valore emozionale: complessivamente, ottant\u2019anni di attivit\u00e0 artistica, il che rende questa mostra un unicum a livello espositivo. Una sezione della mostra sar\u00e0 a Fondazione Villa Pontiggia a Breganzona, nel cui parco sono presenti due sculture di Vangi e una serie di disegni nel padiglione ligneo disegnato da Mario Botta.\r\n\r\nGiuliano Vangi fin da giovane dimostra una forte abilit\u00e0 artistica e una passione che lo portano a realizzare disegni intrisi di sapienza tecnica e formale. Egli si forma presso l\u2019Istituto d\u2019Arte Porta Romana e l\u2019Accademia di Belle Arti di Firenze. Fin dagli esordi, si dedica completamente alla scultura, quale allievo di Bruno Innocenti. Dal 1950 al 1958 si trasferisce a Pesaro, dove insegna presso l\u2019Istituto d\u2019Arte della citt\u00e0. Nel 1959 si trasferisce a San Paolo del Brasile e si dedica alla ricerca astratta, lavorando su cristalli e metalli. Nel 1962 rientra in Italia e insegna all\u2019Istituto d\u2019Arte di Cant\u00f9. La sua produzione artistica viene esposta in mostra nel 1967 alla Strozzina di Palazzo Strozzi, evento cui seguir\u00e0 una ricca serie di mostre in diverse citt\u00e0 europee: Stoccarda, Monaco, Francoforte, Amburgo, Londra. Nel 1983 vince il premio dell\u2019Accademia di San Luca e poi il premio Feltrinelli per la scultura all\u2019Accademia dei Lincei. Nel 1988 porta per la prima volta le sue opere in Oriente in una mostra a Tokyo, presso la Gallery Universe. Nel 1994 \u00e8 nominato Professore Onorario presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Carrara. Nel 2002 Vangi riceve il Praemium Imperiale per la scultura. All\u2019artista, ormai di fama internazionale, viene dedicato a Mishima, in Giappone, gli un museo che espone un centinaio delle sue opere.\r\n\r\nTra le numerose mostre personali realizzate, si ricordano quella a Firenze al Forte Belvedere nel 1995, agli Uffizi nel 2000, all\u2019Ermitage di San Pietroburgo nel 2002 e al Museo Hakone nel 2002, quella del 2011 con opere di diversi materiali e policromi in mostra al Palazzo Pretorio a Barberino di Mugello, suo paese di origine. Nello stesso anno riceve il premio Giotto e l\u2019Angelico. Nel 2022 ha esposto al Mart in una mostra dal titolo Colloquio con l\u2019antico. Pisano, Donatello, Michelangelo.\r\n\r\nInaugurazione\r\nsabato 25 maggio 2024, ore 18.00\r\npresso il Cinema Teatro Chiasso\r\n\r\nPeriodo espositivo\r\n26.05.2024 - 08.09.2024\r\n\r\nChiusura estiva\r\ndal 29 luglio al 19 agosto 2024\r\n\r\nOrari\u00a0\r\nmarted\u00ec \u2212 domenica\r\n10.00 \u2212 12.00 \/ 14.00 \u2212 18.00\r\n\r\nChiuso il luned\u00ec.\r\n\r\nEntrata\r\nintero: CHF \/ \u20ac 10.-\r\nridotto: CHF \/ \u20ac 7.-\r\nIngresso gratuito ogni prima domenica del mese.\r\n\r\nMAGGIORI INFO\r\n\r\n ","offers":{"@type":"Offer"}},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"de","@id":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/de\/giuliano-vangi\/#primaryimage","url":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Vangi.jpg","contentUrl":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Vangi.jpg","width":900,"height":415},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/de\/giuliano-vangi\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/de\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"GIULIANO VANGI: IL DISEGNO"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/#website","url":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/","name":"Musei d\u2019Arte del Mendrisiotto","description":"La rete dei Musei d\u2019Arte del Mendrisiotto (MAM) si propone di rafforzare la visibilit\u00e0, promuovere la conoscenza dei musei del Mendrisiotto","publisher":{"@id":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"de"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/#organization","name":"Musei d\u2019Arte del Mendrisiotto","url":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"de","@id":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/logo_mam.png","contentUrl":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/logo_mam.png","width":350,"height":250,"caption":"Musei d\u2019Arte del Mendrisiotto"},"image":{"@id":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/#\/schema\/logo\/image\/"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/#\/schema\/person\/07a2587aedb8d3a7d2ad98a08959a011","name":"rebecca.maspoli","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"de","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8eb20f31dcf75e20617a614b0e85501b6ad78fb1a0795c54bd53ddff54b7b6a4?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8eb20f31dcf75e20617a614b0e85501b6ad78fb1a0795c54bd53ddff54b7b6a4?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8eb20f31dcf75e20617a614b0e85501b6ad78fb1a0795c54bd53ddff54b7b6a4?s=96&d=mm&r=g","caption":"rebecca.maspoli"}}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4792","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4792"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4792\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6332,"href":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4792\/revisions\/6332"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4795"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4792"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4792"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/museidartemendrisiotto.ch\/de\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4792"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}