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SUMMARY:LA COSTRUZIONE DELL'ARCHITETTURA IN TICINO, 1939-1996. Materialità e tettonica
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DESCRIPTION:Mostra promossa dall’Accademia di architettura dell’Università della
Svizzera italiana.
A cura di Franz Graf, con Britta Buzzi, Carlo Dusi, Alessandro Bonizzoni e
Sebastiano Verga.
La costruzione dell’architettura in Ticino, 1939-1996. Materialità e
tettonica presenta i risultati del generoso scambio tra il potenziale
pedagogico di un'architettura di grande qualità, talvolta un po'
dimenticata ma a portata di mano, e la rivelazione e reinterpretazione dei
suoi caratteri costruttivi da parte di aspiranti architetti.
Questo dialogo creativo ha dato luogo a un lavoro di ricerca
sull'architettura contemporanea nel Cantone Ticino che la Cattedra di
Costruzione e Tecnologia dell'Accademia di architettura porta avanti da
oltre vent'anni con i propri studenti. Attraverso l'analisi e il disegno
delle studentesse e degli studenti, la mostra mette in evidenza le
specificità costruttive, architettoniche e spaziali degli edifici di un
patrimonio architettonico e culturale che ha segnato il tessuto urbano e
territoriale del Cantone Ticino.
Nel corso del tempo e grazie alla continuità del processo pedagogico, la
ricerca ha contribuito alla creazione di un catalogo provvisorio degli
edifici "moderni" del Ticino, che non è né un inventario esaustivo, né
il ricordo dei protagonisti di una “scuola ticinese”, ma una collezione
di oggetti scelti per il loro interesse costruttivo. La storia materiale
dell'edilizia diventa così strumento per l'analisi e la conoscenza delle
tecniche, del cantiere e dei sistemi costruttivi che hanno generato la
tettonica di quelle architetture. Ciò ha messo in evidenza, anche se solo
parzialmente, una pluralità di "valori" di cui queste architetture sono
portatrici, non solo per quanto riguarda la storia dell'architettura
ticinese, ma anche di tante "microstorie" di questo specifico contesto
culturale a sud delle Alpi.
Il percorso della mostra propone un'immersione in cento edifici (e ben 160
sono di fatto stati studiati negli anni) rappresentati con riproduzioni di
documenti, immagini e rielaborazioni grafiche delle studentesse e degli
studenti dell'Accademia di architettura. Questo percorso cronologico
consente una rilettura di circa cinquant’anni di architettura ticinese
con uno sguardo ravvicinato alla sua tettonica e alla sua materialità.
La mostra invita a esplorare le varie tecniche di costruzione - dalle
murature in pietra alle strutture in calcestruzzo e acciaio, dal mattone in
terracotta alle strutture aaltiane in legno di recupero, fino ai volumi
ancorati al suolo o sospesi… - come momenti di espressioni della poetica
che quegli edifici esprimono.
La mostra presenta inoltre nel dettaglio dodici architetture tra le più
rappresentative del periodo, accompagnate da altrettante pubblicazioni che
contengono testi critici, storici, testimonianze e approfondimenti: la
Biblioteca Cantonale (1941) di Carlo e Rino Tami, l'Arsenale militare di
Biasca (1942) di Antonini Broggini, Ferrini Fischer, Jäggli Marazzi,
Roelly Tami, il Deposito Avegno (1955) di Rino Tami, l'Albergo Arizona
(1957) di Tita Carloni con Luigi Camenisch, il Villaggio vacanze I Grappoli
(1960) di Manuel Pauli e August Volland con Eva Pauli Barna, la Centrale
idroelettrica Nuova Biaschina (1967) di Augusto Jäggli, Giovanni Lombardi
e Giuseppe Gellera, il Cinema-Teatro Blenio (1958) di Giampiero Mina, la
Casa Valleggione (1969) di Peppo Brivio, la Villa Gerosa (1971) di Tita
Carloni, le Case Terenzio (1971) di Roberto Bianconi, la Scuola media
Losone (1974) di Livio Vacchini con Aurelio Galfetti e la Casa a Ligornetto
(1976) di Mario Botta.
Chiude la mostra una notevole selezione di modelli degli edifici studiati,
presentata come in un paesaggio di architetture immaginarie. La mostra è
inoltre accompagnata da tre reportage della Radiotelevisione della Svizzera
Italiana (RSI) e da fotografie di Roberto Conte realizzate nell'autunno del
2025, che permettono il confronto con ciò che oggi è diventato
patrimonio, da identificare e salvaguardare. La conoscenza della
materialità e della costruzione si rivela come condizione indispensabile
per la conservazione e la trasmissione di quel patrimonio. La mostra
restituisce la sintesi del lavoro svolto dalla Cattedra di Costruzione e
Tecnologia dell'Accademia di architettura assieme a studentesse, studenti,
architetti, ingegneri, proprietari degli edifici, nonché con l'aiuto
indispensabile degli archivi privati e pubblici, cantonali, comunali e in
particolare dell'Archivio Architetti Ticinesi e dell'Archivio del Moderno
dell’USI.
Inaugurazione
giovedì 7 maggio 2026, 18.30
Periodo espositivo
8.5.2026 – 20.12.2026
Orari
giovedì – venerdì
14.00-18.00
sabato e domenica
10.00-18.00
lunedì-mercoledì
chiuso (aperto su prenotazione per gruppi)
Porte aperte con ingresso gratuito
10 maggio
7 giugno
5 luglio
6 settembre
4 ottobre
1° novembre
6 dicembre
Chiusura estiva
dal 13 luglio al 23 agosto 2026

Entrata
intero: CHF / € 10.-
ridotto: CHF / € 7.-

MAGGIORI INFO
 Manuel Pauli, August Volland, Eva Pauli, Villaggio vacanze “I
Grappoli”, Sessa, 1960
© Roberto Conte
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