Mostra promossa dall’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana.
A cura di Michael Jakob.
Pino Musi. Continuum è un progetto espositivo site specific che dialoga con la forma circolare del Teatro dell’architettura. Il flusso delle opere si articola in lunghi scrolls (rotoli di immagini), dove le sei sezioni principali della mostra si sviluppano, lasciando al fruitore la libertà di cercare il proprio percorso nella lettura tra le connessioni possibili fra i differenti capitoli del lavoro dell’artista:
Origine mostra, paradossalmente, come sia proprio la rovina, la forma spesso irriconoscibile delle costruzioni esposte al lavorio della natura, a riportarci alle loro origini. Anche la fotografia è, a ben vedere, un’attività archeologica: scava, identifica, riordina, ricostruisce.
Metonimia interroga il senso originario dell’abitare, l’essenza stessa dell’architettura, che non coincide con la mera occupazione della terra. Iperbole riflette il fatto che attorno a noi esiste anche un’architettura folle che non riguarda soltanto la forma ma proprio il gesto progettuale in quanto tale, come se l’autore intendesse costruire „contro“ , ovvero contro chi la abiterà, visiterà, conoscerà.
Nella sezione Superficie il defilarsi filmico delle facciate di architettura del secolo scorso rimanda all’estetica della superficie teorizzata da Nietzsche, cioè al prezzo da pagare quando tutto appare in balìa del diktat della bella forma.
Transizione ricorda che il senso profondo, reale, di ogni architettura dipende dalla possibilità di viverla e quindi di attraversarla.
Il capitolo Incompiutezza intende invece l’architettura come opera incompiuta, irrisolta. Qui, il flusso e il ritmo della sequenza fotografica rimandano a una sorta di ascolto polifonico, a un contrappunto tipico della notazione musicale.
Fuori sezione un nucleo di tre opere di grande formato dedicate al recente restauro di Notre-Dame, a Parigi, integra l’esperienza cognitiva: in questo caso una realtà monumentale, consolidata nella memoria collettiva, si manifesta con inedita forza come vera e propria rivelazione.
Completano inoltre il percorso espositivo una serie di vetrine che contengono una selezione di notevoli pubblicazioni di Pino Musi. L’autore infatti intende il libro di fotografia come opera d’ingegno autonoma, ovvero una ricerca che privilegia l’incontro e la collaborazione interdisciplinare. È in questo senso che l’autore indirizza la fotografia a differenti forme espressive e trova in particolare nella creazione di libri d’artista, nel bookmaking, il proprio veicolo comunicativo privilegiato.
Inaugurazione
giovedì 7 maggio 2026 – 18.30
Periodo espositivo
8.5.2026 – 20.12.2026
Orari
giovedì – venerdì
14.00-18.00
sabato e domenica
10.00-18.00
lunedì-mercoledì
chiuso (aperto su prenotazione per gruppi)
Porte aperte con ingresso gratuito
10 maggio
7 giugno
5 luglio
6 settembre
4 ottobre
1° novembre
6 dicembre
Chiusura estiva
dal 13 luglio al 23 agosto 2026
Entrata
intero: CHF / € 10.-
ridotto: CHF / € 7.-
Pino Musi: dalla serie Transizione
© Pino Musi, 2026