«Testimonial per i Musei d’Arte del Mendrisiotto»
dal 16 maggio al 13 giugno 2021

La Rete MAM ha il piacere di presentarvi l’iniziativa «Testimonial per i Musei d’Arte del Mendrisiotto», un ciclo di brevi videoclip che sono stati pubblicati sui canali social della Rete MAM e dei singoli musei ogni domenica, dal 16 maggio al 13 giugno 2021.

cinque musei della Rete MAM hanno invitato alcuni loro amici e sostenitori a condividere, attraverso brevi video, ricordi e riflessioni per documentare il profondo legame che li unisce ai musei. Sono state coinvolte delle personalità del mondo della cultura – attori, poeti, scrittori, artisti, storici dell’arte – che hanno aderito all’iniziativa con entusiasmo. Dalle varie testimonianze emerge il ruolo di spicco delle istituzioni museali del Mendrisiotto, quali luoghi indispensabili attraverso i quali apprendere, emozionarsi e trovare fonti di ispirazione per immaginare il futuro.

Il poeta e scrittore Alberto Nessi racconta il suo legame con la Pinacoteca cantonale Giovanni Züst.

Alberto Nessi (1940) vive nel Mendrisiotto da quando è nato. Ha studiato da maestro a Locarno e poi lettere all’Università di Friburgo. Ha pubblicato poesie, racconti, romanzi e cronache per i giornali. Nel 2016 gli è stato conferito il Gran Premio svizzero di letteratura. L’ultima opera è Corona Blues, Diario dell’anno 2020 (Casagrande).

 

Elena Pontiggia, critica e storica dell’arte, racconta la sua lunga amicizia con il Museo d’arte Mendrisio.

Elena Pontiggia (1955) è critica e storica dell’arte, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Brera e al Politecnico di Milano. Si occupa in particolare dell’arte italiana e internazionale fra le due guerre e del rapporto tra modernità e classicità. Si interessa agli scritti di poetica, pubblicando i principali testi teorici degli artisti da Cézanne e dalle avanguardie a Pollock. Ha collaborato con il Museo d’arte Mendrisio più volte, sempre in relazione a mostre su maestri italiani del ‘900: Carlo Carrà, Franca Ghitti e Piero Guccione.

Per il m.a.x. museo, si esprime Lora Lamm, vincitrice del Grand Prix svizzero del design 2015 e nota illustratrice e grafica pubblicitaria.

Lora Lamm, nativa di Arosa e formatasi alla Kunstgewerbeschule di Zurigo, è stata attiva a Milano a partire dal secondo Dopoguerra, lavorando per molte ditte ha contribuito fortemente a realizzare il loro “stile d’impresa”. Lora Lamm è conosciuta per la grande capacità comunicativa, i colori piacevoli e delicati, la particolare immediatezza del tratto accompagnati dalla semplicità delle forme disegnate a carattere figurativo e la profonda conoscenza della tipografia con l’uso del collage fotografico. La sua espressione grafica contribuì a creare un nuovo modo di concepire la comunicazione pubblicitaria, soprattutto a partire dagli anni Cinquanta e Sessanta. Il m.a.x. museo nel 2013 le ha dedicato la mostra e catalogo intitolati: “Lora Lamm. Grafica a Milano 1953-1963”.

 

Marco Solari, Presidente del Film Festival di Locarno, condivide le sue riflessioni sul Museo Vincenzo Vela.


Marco Solari, personalità di caratura internazionale, è dal 2000 Presidente appassionato di una delle più grandi e importanti manifestazioni nazionali, il Film Festival di Locarno. La sua biografia rispecchia la valenza nazionale del Museo Vincenzo Vela: ticinese, nato a Berna, Marco Solari si è laureato in scienze sociali all’università di Ginevra. La sua lunga carriera l’ha visto impegnato in ruoli di notevole rilevanza sia a favore del turismo come della cultura; egli è stato ed è un instancabile promotore degli scambi culturali tra la Svizzera e il resto del mondo, come pure tra il Ticino e oltralpe. Vicino ai valori libertari di Vincenzo Vela, amico e sostenitore del Museo Vincenzo Vela, lo ha visitato spesso in forma pubblica e privata, collaborando per dei progetti di musica e di incontri tra ospiti illustri, quali ad esempio gli Ambasciatori ospiti al Film Festival.

 

Andrea Bignasca, archeologo ticinese e Direttore dell’Antikenmuseum di Basilea racconta le sue collaborazioni con il Museo d’arte Mendrisio.

Negli ultimi 15 anni, Andrea Bignasca ha collaborato con il museo in diverse occasioni per mostre importanti che hanno aperto un ciclo all’interno della programmazione del Museo. Ricordiamo ad esempio la mostra « Gli atleti di Zeus » con la quale, nel 2010, si sono inaugurati i nuovi ampi spazi espositivi.

Armin Linke, fotografo e regista di fama internazionale,  ci intrattiene sul Teatro dell’architettura Mendrisio.

Nato a Milano nel 1966, Armin è fotografo e regista di fama internazionale. Nelle sue pratiche artistiche, egli combina una serie di tecnologie contemporanee di elaborazione delle immagini per confondere il confine tra finzione e realtà, sfidando le convenzioni della pratica fotografica. In un approccio collettivo con altri artisti, così come con curatori, designer, architetti, storici, filosofi e scienziati, le narrazioni delle sue opere si espandono a livello di discorsi multipli.

Attualmente Armin Linke è professore invitato all’ISIA di Urbino e artista in residenza al KHI Kunsthistorisches Institut a Firenze. Dal 2018 Armin Linke è anche titolare del workshop ‘La fotografia come spazio di negoziazione’ presso l’Accademia di architettura dell’USI, con il quale indaga assieme agli studenti anche sulle importanti questioni di come la fotografia viene installata e mostrata. Con il Teatro dell’architettura Mendrisio è in atto una collaborazione sul tema del display dei temi legati all’architettura e al paesaggio.

Il Museo Vincenzo Vela raccontato in una testimonianza di Gardi Hutter, un’artista clown di fama internazionale, conosciuta e apprezzata in tutta la Svizzera, capace con la sua arte di superare ogni barriera linguistica.


Nata vicino a San Gallo, ha scelto da moltissimi anni di vivere ad Arzo dimostrando un forte affetto e impegno per il Ticino e per il Mendrisiotto in particolare. Come Vincenzo Vela si è sempre spesa a sostegno dello sviluppo della cultura, dell’arte, e dei giovani in particolare. Combattiva, audace, ha alimentato la sua passione per il suo lavoro con l’impegno sociale e politico, come lo stesso Vela fece in vita. Per i suoi spettacoli Gardi Hutter, ha scelto di fare ridere prendendo sempre spunto dalla realtà da cui si ispira, affrontando temi anche difficili, come la morte o gli stereotipi sul femminile, pure questi elementi che l’avvicinano all’uomo e artista Vincenzo Vela. Come il Museo Vincenzo Vela, che accoglie e propone progetti di mediazione culturale e di eventi collaterali transdisciplinari, anche Gardi Hutter si rivolge a un pubblico trasversale e intergenerazionale.

Giovanni Agosti, storico dell’arte e professore presso l’Università degli Studi di Milano, raconta il legame che lo unisce alla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, per la quale ha curato diverse rassegne dedicate al Rinascimento nelle terre ticinesi e a Giovanni Serodine.

Giovanni Agosti (Milano, 1961) si è laureato in Lettere Classiche presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Le richerche sull’arte lombarda del Rinascimento caratterizzano il suo profilo di studioso. Ha scritto “Bambaia e il classicismo lombardo” (Einaudi) e “Su Mantegna I. La storia dell’arte libera la testa” (Fletrinelli), che ha vinto nel 2006 il premio Viareggio, e curato numerose mostre. Dal 2015 è professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università degli Studi di Milano.

Chasper Pult, studioso e linguista, evoca, con entusiasmo, il m.a.x. museo.

Chasper Pult, nato a Sent, studioso e linguista, è stato direttore del Centro Culturale Svizzero di Milano, fra il 1996 e il 2001 e referente per gli scambi culturali fra Italia e Svizzera. Professore ordinario di romancio, è mediatore culturale particolarmente attento alle minoranze linguistiche e acuto traduttore. Fra le varie collaborazioni con il m.a.x. museo, la più recente si è svolta nell’ambito della mostra su “Alberto Giacometti (1901-1966) grafica al confine fra arte e pensiero” nel 2020, con un saggio in catalogo dedicato al rapporto di Giacometti con la natia Valle Bregaglia.