La reinterpretazione del classico: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica

L’esposizione, che s’inserisce nel filone della “grafica storica”, ha l’obiettivo di presentare la produzione incisoria dell’antico nel Settecento e nell’Ottocento ripercorrendo il fenomeno storico della reinterpretazione e della fortuna critica del classico.
Nella seconda metà del Settecento, la nascita del Neoclassicismo teorico portò alla riscoperta dello studio dell’Antico e dei monumenti classici. Winckelmann, considerato il padre della storia dell’arte moderna, pubblicò nel 1767 i Monumenti antichi inediti in cui vennero unite per la prima volta – a corredo della parte scritta – le incisioni, che raffiguravano opere classiche delle Collezioni romane con l’intento di illustrare l’antico. Il passo da Winckelmann a Piranesi è breve: il grande artista e incisore veneziano a Roma trovò la fonte dell’antico che gli permise di dare origine a incredibili e visionarie interpretazioni, con lo scopo dichiarato di stimolare l’immaginazione degli artisti contemporanei. La diffusione delle incisioni “in folio”, inoltre,  contribuì molto a creare una documentazione di viaggio del Grand Tour con splendide vedute che ricordavano ai viaggiatori i luoghi attraversati o li aiutavano a identificare i monumenti descritti nelle guide. Si passa quindi all’apertura verso le prime espressioni romantiche del “Panorama” in cui è fondamentale la forma dell’illusionismo visivo, con un effetto di grande suggestione scenografica. La veduta romantica diventa così anche una fantasia di monumenti.
In mostra, saranno esposte un’ottantina di incisioni all’acquaforte e a bulino e puntasecca di rara bellezza, stampe acquarellate e litografie; in apertura una decina di incisioni dei Monumenti Antichi inediti del 1767, le Raccolte di volumi “in folio”, fra cui alcune incisioni della prima edizione de Le Carceri di Piranesi; di Rossini, il Frontespizio delle Antichità di Roma divise in 40 vedute, Raccolta di Cinquanta Principali Vedute di antichità (1818-1819), Le Antichità romane… (1823-1929), nonché alcune vedute di Panorama di Chapuy e una selezione – proveniente da una Collezione privata – di vedute delle città europee oggetto del più ampio itinerario di viaggio ottocentesco.

Mostra a cura di Susanne Bieri e Nicoletta Ossanna Cavadini.

Le date dell’esposizione sono suscettibili di modifiche sulla base delle disposizioni istituzionali.